Good Morning Mr. President

Il 9 novembre del 1989 cadde il muro di Berlino, fu un evento che cambiò la storia del mondo, un simbolo di apertura ed unione tra i popoli mosso dal concetto di libera circolazione tra essi senza barriere mentali e fisiche, fu l’inizio del mondo che conosciamo oggi.La conquista della libertà e democrazia non è stata facile e tuttora non lo è per chi ha visto queste due parole simbolo private del loro significato.La democrazia sembra un diritto acquisito in occidente, ma è minoranza nel mondo, nel consesso degli stati nazionali.Stiamo dimenticando il nostro passato. Le persone che ci hanno preceduto sono morte per renderci liberi, non possiamo chiuderci in noi stessi.27 anni dopo Donald Trump è il 45esimo presidente degli stati uniti.Ha vinto il populismo anti-sistema, il voto di protesta contro le solite famiglie americane, ha vinto l’uomo di successo che piace agli americani.Hillary Clinton ha fallito disastrosamente, contro ogni previsione.Più giovane di Trump (di un anno) è parsa “più vecchia”.I democratici hanno avuto la presunzione di aver già finto e di scegliersi il candidato “in famiglia”.Ma le minestre riscaldate possono al massimo andar bene in famiglia, ma una nazione non è mai una unica famiglia. Mi ricorda la ricandidatura di Rutelli a sindaco di Roma 15 anni dopo la prima volta (e di fatti sconfitto da Alemanno “ a sorpresa”).E’ come se a premier il centrosinistra ora ricandidasse Bersani o D’alema… (buoni a fare interdizione, ma li vedete leader del paese?).Hilary personaggio ormai poco credibile, travolta da scandali, disposta a scendere a compromessi per il successo, non è stata neanche in grado di avere il consenso dell’elettorato femminile.Sconfitto, di conseguenza, è stato anche il suo predecessore Barack Obama che durante il suo mandato, nonostante un trand economico positivo, non ha saputo ridurre la forbice tra superricchi e masse sempre più povere degli americani (e in politica estera, con un aumento di guerre e terrorismo, portando a casa un pessimo bilancio) È salito al potere promettendo di unire il paese e il mondo ma ha fallito. E’ un presidente che doveva fare la differenza ma a parte il colore della pelle il suo “cambio di passo” (riforma sanitaria, ecologia,…) è apparso più simbolico che reale.Gli americani hanno scelto di non dare più il potere alle dinastie che hanno governato fin ora scegliendo un candidato completamente estraneo alla politica (che poi nessuno è completamente estraneo…come dimostrano le prime mosse di Trump).E’ un voto spinto anche da una corrente di pensiero che arriva dall’Europa in un momento di crisi economica e di guerra al terrorismo che stanno facendo emergere sempre più correnti populiste.Ora il populismo ha vinto negli stati uniti. Vedremo come verrà declinato (visto che la fase destruens è più semplice che quella costruens…) La paura è che questo isolazionismo si possa ripercuotere anche in Europa, stando alle parole di Trump a rischio c’è l’esistenza della Nato, i rapporti con la Cina che detiene il debito americano. Miglioreranno i rapporti con Mosca, con Trump contrario alla guerra in Siria a differenza della Clinton. Oggi il nuovo presidente degli Stati uniti ha un potere “immenso”, tenendo conto anche della maggioranza al congresso, ma non mancheranno le opposizioni in un paese dove la società conta più della politica.

Good Morning Mr. President.

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